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Regolamento del Consiglio di Istituto

VISTO l’art 10 del T.U 16/04/94 n. 297;
VISTI gli artt. 8 e 9 del DPR 08/03/99, n. 275;
VISTO l’art. 33, 2° comma, del Decreto Interministeriale 1 febbraio 2001, n. 44;
VISTA l’O.M. 215 del 15 luglio 2007;
Premessa
Il Consiglio trova la sua definizione normativa nel Testo Unico delle disposizioni vigenti in materia
d’Istruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado approvato con il Decreto Legislativo 16 aprile
1994, n. 297. Osserva, inoltre, le norme contenute nel Regolamento concernente le “Istruzioni generali
sulla gestione amministrativo – contabile delle istituzioni scolastiche” approvato con il Decreto
Interministeriale 1 febbraio 2001, n. 44, l’Ordinanza Ministeriale 15 luglio 1991, n. 215, recante
“Elezione degli organi collegiali a livello di circolo – istituto” e tutte le altre norme che dispongano sul
suo funzionamento.
Il Consiglio di Istituto, nel quale sono rappresentate tutte le componenti della scuola, è organo di
governo unitario dell’Istituto. Ogni membro del Consiglio di Istituto non rappresenta solo la
componente dalla quale è stato eletto, ma l’intera comunità scolastica, facendosi promotore dell’unità
di indirizzo di tutte le componenti.
Il Presidente è garante di tale unità di indirizzo.
E’ obiettivo del Consiglio di Istituto mantenere e sviluppare nei loro aspetti educativi le relazioni fra
l’attività interna della scuola e la vita della società civile.
PARTE I
DEFINIZIONE E COMPITI DEL CONSIGLIO
Art. 1 Definizione e compiti del Consiglio di Istituto
Il Consiglio di Istituto è organo collegiale di governo ed in quanto tale esercita le funzioni di
indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi e i programmi da attuare e verificando la
rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti.
Il Consiglio di Istituto:
a) elabora ed adotta gli indirizzi generali;
b) fatte salve le competenze del Collegio dei Docenti e dei Consigli di Classe, ha potere deliberante
per quanto concerne l’organizzazione e la programmazione della vita e dell’attività della scuola, nei
limiti delle disponibilità di bilancio nelle seguenti materie: 2
– adozione del regolamento interno dell’istituto;
– acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche e dei sussidi didattici,
compresi quelli audio-televisivi e le dotazioni librarie e acquisto dei materiali di consumo
occorrenti per le esercitazioni, nel rispetto del D.M. 44/2001; per gli importi fino a € 2.000,00
l’attività negoziale e l’acquisto dei beni è delegata al Dirigente Scolastico e al Direttore
Amministrativo;
– adozione delle linee guida in merito all’attività negoziale relativa all’effettuazione delle gite e
dei viaggi di istruzione, del loro finanziamento da parte delle famiglie degli alunni e della
eventuale compartecipazione dell‘Istituto al fine di coprire le quote di alunni in particolari
difficoltà economiche;
– adozione delle linee guida in merito alla collaborazione con Esperti Esterni per la gestione di
progetti didattici e/o attività tecniche ed amministrative [Per quanto riguarda i criteri per la
stipula dei contratti di prestazione d’opera con esperti esterni per l’arricchimento dell’offerta
formativa (art. 40 e 33 del D.I 44/2001) si rimanda alla PARTE IV del presente Regolamento.]
– adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali;
– adozione del P.O.F. (Piano dell’Offerta Formativa);
– approvazione, all’inizio di ogni esercizio finanziario, del Programma Annuale (bilancio di
previsione), sue eventuali variazioni durante l’esercizio e approvazione, ad esercizio
finanziario concluso, del Conto Consuntivo (bilancio consuntivo);
– definizione delle diverse forme di autofinanziamento (contributo volontario / feste di fine anno /
sponsorizzazioni ecc) e loro quantificazione;
– promozione di contatti con altre scuole al fine di realizzare scambi di informazioni e di
esperienze e di intraprendere eventuali forme di collaborazione; approvazione dell’adesione a
qualsivoglia rete di istituzioni;
c) indica altresì i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei
docenti, all’adattamento dell’orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni
ambientali e al coordinamento organizzativo dei consigli di classe;
d) esprime inoltre parere sull’andamento generale, didattico ed amministrativo, dell’istituto e
stabilisce i criteri per l’espletamento dei servizi amministrativi;
e) esercita le competenze in materia di uso delle attrezzature e degli edifici scolastici;
Art. 2 – Validità delle deliberazioni
L’omessa convocazione anche di uno solo dei componenti del Consiglio invalida la seduta.
Per la validità delle sedute del Consiglio è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei
componenti in carica. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente
espressi, salvo quanto direttamente stabilito dal presente regolamento; in caso di parità prevale il voto
del Presidente.
Non sono ammessi voti per delega.
La votazione è segreta quando si faccia questione di persone o su richiesta di un consigliere.
PARTE II
FUNZIONI DEL PRESIDENTE, SEGRETARIO E GIUNTA
Art. 3 – Elezione del Presidente
Il Consiglio elegge a Presidente un genitore a maggioranza assoluta, ma solo nel caso di prima
votazione, dei componenti in carica con votazione a scrutinio segreto. 3
Art.4 – Attribuzioni del Presidente
Al Presidente competono le seguenti funzioni:
• Convocare il Consiglio d’Istituto, concordandone preventivamente l’o.d.g. con il D.S.
• Presiedere le sedute
• Nominare il Segretario
• Verificare la validità delle sedute e dichiarare il quorum per le delibere
• Controllare la correttezza procedurale
• Far rispettare l’ordine degli iscritti a parlare
• Porre in votazione tutte le proposte e mozioni. In caso di votazione con parità di voti, il suo voto
prevale (ai sensi dell’art. 38 T.U. 297/94)
• Firmare col Segretario i verbali delle sedute del Consiglio
• Prendere e mantenere contatti con i Presidenti dei Consigli d’Istituto di altre scuole del medesimo
Distretto
• Sottoscrivere il Programma Annuale, congiuntamente al Dirigente Scolastico, al Presidente della
Giunta esecutiva e al segretario del Consiglio di Istituto.
• Sottoscrivere il passaggio di consegna tra DSGA uscente e DSGA entrante, congiuntamente al
Dirigente Scolastico;
Art. 5 – Sostituzione temporanea del Presidente
In caso di assenza del Presidente, il Consiglio è presieduto dal vicepresidente eletto dal Consiglio
d’Istituto con le stesse modalità di elezione del Presidente, tra i rappresentanti dei genitori, o, quando
sia assente anche quest’ultimo, dal Consigliere genitore più anziano di età.
Art. 6 – Giunta esecutiva
Il Consiglio elegge nel proprio ambito una Giunta esecutiva; essa è composta dal Dirigente d’Istituto,
che la presiede, e dal Direttore dei Servizi Amministrativi della Scuola, membri di diritto; da 2 genitori,
da un insegnante, da un rappresentante del personale non docente, da uno studente negli Istituti
Superiori. In caso di decadenza o dimissioni irrevocabili di uno o due membri della Giunta, il Consiglio
procede alla loro sostituzione. In caso di decadenza o dimissioni irrevocabili di tre o più membri eletti
della Giunta o di revoca del mandato ai membri eletti dalla Giunta, il Consiglio procede alla elezione di
una nuova Giunta. In qualunque caso l’elezione deve essere argomento dell’o.d.g. nella seduta
immediatamente successiva. Per la validità della seduta della Giunta è richiesta la presenza di almeno
la metà più uno dei componenti in carica. La Giunta stabilisce autonomamente le norme per il proprio
funzionamento informandone il Consiglio. La Giunta prepara i lavori del consiglio di circolo o di
istituto, fermo restando il diritto di iniziativa del consiglio stesso, e cura l’esecuzione delle relative
delibere. Come previsto dal Decreto Interministeriale n. 44 dell’1 febbraio 2001, art.2, comma 3, entro
il 31 ottobre ha il compito di proporre al Consiglio di circolo/istituto il programma delle attività
finanziarie della istituzione scolastica, accompagnato da un’apposita relazione e dal parere di regolarità
contabile del Collegio dei revisori.
Nella relazione, su cui il consiglio dovrà deliberare entro il 15 dicembre dell’anno precedente quello di
riferimento, sono illustrati gli obiettivi da realizzare e l’utilizzo delle risorse in coerenza con le
indicazioni e le previsioni del Piano dell’offerta formativa, nonché i risultati della gestione in corso e
quelli del precedente esercizio finanziario.
Art. 7 – Deleghe al Presidente, alla Giunta e a Commissioni consiliari
Il Consiglio può delegare con apposite delibere al Presidente, alla Giunta o ad un consigliere la
soluzione di problemi di propria competenza che richiedano contatti con organismi esterni. 4
Per lo studio di particolari problemi o per l’organizzazione di determinate attività, il Consiglio può
costituire apposite commissioni. Tali commissioni sono costituite dai membri del Consiglio in numero
di componenti non inferiore a tre e non superiore alla metà del numero dei consiglieri e possono
avvalersi della collaborazione di esperti esterni al Consiglio. Ogni commissione elegge nel suo ambito
un coordinatore che riferisce alla Giunta e al Consiglio sull’attività svolta.
[Per quanto riguarda i criteri per la stipula dei contratti di prestazione d’opera con esperti esterni per
l’arricchimento dell’offerta formativa (art. 40 e 33 dell D.I 44/2001) si rimanda alla PARTE IV del
presente Regolamento.]
Art. 8 – Verbalizzazione
Le funzioni di segretario del Consiglio, cui compete la stesura dei verbali delle sedute, sono attribuite
dal Presidente ad uno dei Consiglieri.
Di ogni seduta del Consiglio viene redatto verbale entro cinque giorni dalla seduta e depositato in
Segreteria per consentire la pronta esecuzione delle decisioni assunte. Nel verbale saranno riportati per
esteso e con precisione i testi della delibere approvate o ricusate e, ove necessario, i nomi dei
consiglieri con le relative espressioni di voto. Copia del verbale verrà acclusa alla lettera di
convocazione della seduta successiva perché il verbale sia approvato all’inizio della stessa. L’estratto
del verbale contenente esclusivamente le delibere, numerate progressivamente e debitamente firmate
dal Presidente e dal Segretario, viene pubblicato nell’apposito albo dell’Istituto entro sette giorni dalla
seduta.
Il verbale terrà conto degli interventi, solitamente riportati in forma sintetica; è però facoltà dei
consiglieri far inserire a verbale le loro dichiarazioni testuali. Richieste di rettifica, e/o puntualizzazioni
su quanto riportato nel verbale vanno presentate prima della sua approvazione al Presidente, che ne
prende atto e ne dà lettura al Consiglio in apertura di seduta. Il verbale, con l’aggiunta delle eventuali
integrazioni, viene approvato, quindi sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.
Per i casi che interessano persone, si dovrà limitare la verbalizzazione alla sola delibera finale, con
l’indicazione della approvazione o non approvazione a maggioranza o all’unanimità.
Art. 9 – Decadenza e dimissioni
I membri del Consiglio che non intervengano, senza giustificati motivi, a tre sedute consecutive del
Consiglio, decadono dalla carica e vengono sostituiti. Le giustificazioni devono pervenire al Presidente
o alla Segreteria della Scuola prima della riunione.
Le assenze dei consiglieri sono registrate nel verbale di ciascuna seduta con l’annotazione se siano state
o no giustificate.
Decadono altresì dalla carica i consiglieri che abbiano perso i requisiti stabiliti dalla legge per l’elezione
a componenti del Consiglio d’Istituto.
In caso di decadenza o dimissioni irrevocabili di uno o più consiglieri il Consiglio ne prende atto e dà
mandato al Dirigente di emanare i decreti di surroga dei consiglieri decaduti.
Art. 10 – Revoca del mandato al Presidente e alla Giunta
Il Consiglio, a maggioranza assoluta dei componenti in carica, può revocare il mandato al Presidente
e/o ai membri elettivi della Giunta, sulla base di distinte mozioni di sfiducia poste all’ordine del giorno
su richiesta scritta di almeno un terzo dei consiglieri. Qualora la mozione di sfiducia sia rivolta al
Presidente, il Consiglio d’Istituto sarà presieduto dal Vicepresidente.
Le votazioni sulle mozioni di sfiducia si effettuano a scrutinio segreto. In caso di parità la votazione
sarà ripetuta fino a tre volte, quindi si procederà all’appello nominale. In caso di parità prevarrà il voto
del Presidente. 5
PARTE III
ORGANIZZAZIONE DELLE SEDUTE
Art. 11 – Periodicità delle sedute
Il Consiglio si riunisce in relazione agli adempimenti previsti almeno tre volte l’anno e ogni qualvolta
almeno un terzo dei componenti in carica ne faccia richiesta scritta.
Il calendario delle sedute viene programmato, in linea di massima, dallo stesso Consiglio all’inizio
dell’anno scolastico, curando che il numero dei punti all’o. d. g. consenta in ogni riunione tempi di
discussione agevoli.
Le riunioni del Consiglio si svolgono in orario extrascolastico, comunque compatibile con gli impegni
di lavoro dei componenti eletti o designati.
Art. 12 – Ordine del giorno
L’ordine del giorno di ciascuna seduta del Consiglio è fissato dal Presidente del Consiglio d’Istituto,
d’intesa con il D.S., sulla base delle indicazioni fornite dalle varie Commissioni e dal Consiglio stesso
nella seduta precedente e sulla base delle richieste scritte presentate alla Giunta da almeno un terzo dei
consiglieri in carica.
Su ciascun argomento iscritto all’ordine del giorno, la Giunta può designare tra i consiglieri un relatore,
con il compito di introdurre la discussione nella seduta del Consiglio.
Non possono essere inclusi nell’o.d.g. argomenti estranei alle competenze del Consiglio d’Istituto.
L’eventuale documentazione esplicativa relativa all’o.d.g. è a disposizione dei consiglieri presso la sede
dell’Istituto almeno tre giorni prima della riunione.
Il Consiglio non può deliberare su argomenti non inclusi nell’o.d.g. indicato nell’avviso di
convocazione. Può però discutere in apertura di seduta su problemi di particolare urgenza e gravità se
approvati dalla maggioranza.
L’ordine cronologico degli argomenti da porre in discussione può essere variato dal Consiglio con
“mozione d’ordine” approvata a maggioranza dei votanti. Qualora la discussione sugli argomenti
all’o.d.g. non sia stata esaurita nei limiti di tempo prefissati per lo svolgimento della seduta, il Consiglio
può deliberare di aggiornare i propri lavori per la prosecuzione della discussione, in data successiva
non prima di tre giorni e non dopo otto.
Art. 13 – Convocazione del Consiglio
II Presidente dispone l’orario della convocazione del Consiglio e comunica l’eventuale invito a
rappresentanze esterne a partecipare alla seduta.
Il Presidente è tenuto a convocare il Consiglio entro il termine di dieci giorni dalla presentazione della
richiesta di convocazione da parte di almeno un terzo dei componenti in carica; nella richiesta di
convocazione debbono essere indicati gli argomenti da includere nell’o.d.g..
La convocazione del Consiglio deve essere effettuata mediante lettera diretta ai singoli membri
dell’organo collegiale almeno 5 giorni prima della data in cui è stata fissata la riunione. La lettera e
l’avviso di convocazione devono indicare:
1. la data, l’ora di inizio, il luogo di riunione e gli argomenti all’o.d.g. della seduta;
2. l’eventuale esclusione del pubblico dalla seduta, o di parte di esso, quando sia prevista la discussione
di argomenti riservati concernenti persone;
3. le rappresentanze esterne eventualmente invitate a partecipare alla seduta.
In relazione ad eventi straordinari che richiedono la convocazione d’urgenza del Consiglio, il preavviso
può essere dato ai consiglieri fino a due giorni prima mediante lettera consegnata a mano o telegramma
o fonogramma, e al pubblico mediante affissione all’albo entro lo stesso termine; in caso di assoluta 6
necessità il Consiglio può essere convocato entro 24 ore dal verificarsi della necessità stessa. In tale
seduta può essere discusso solo un punto all’o.d.g.
Art. 14 – Partecipazione alle sedute di rappresentanze esterne
In relazione agli argomenti posti all’o.d.g. del Consiglio e secondo le indicazioni fornite dal Consiglio
stesso, la Giunta, nella persona del suo Presidente, rende esecutive di volta in volta le proposte di
invitare a partecipare alle sedute consiliari, con facoltà di parola, rappresentanti del comune, delle
organizzazioni, di Enti od istituti indicati dal Consiglio.
A esperti, a titolo personale, può essere consentita la partecipazione al Consiglio per svolgervi un
intervento inerente le competenze del Consiglio. L’interessato deve fare richiesta scritta al Presidente
che la sottopone, per delibera, al Consiglio.
Art. 15 – Svolgimento delle sedute
Lo svolgimento delle sedute è regolato dal Presidente.
Trascorsi 30 minuti dall’orario della prima convocazione, senza che sia stato raggiunto il numero
legale, il Presidente scioglie la riunione e aggiorna ad altra data la convocazione.
Sui singoli argomenti iscritti all’o.d.g. il Consiglio può di volta in volta fissare una limitazione alla
durata degli interventi.
Il Presidente conferisce la parola secondo l’ordine delle richieste di intervento, richiama gli oratori i cui
interventi esulino dall’argomento in discussione; mette in votazione per alzata di mano, nel corso della
discussione, le “mozioni d’ordine” di carattere procedurale (proposte di inversione dell’o.d.g., di
limitazione della durata degli interventi, di breve sospensione o di aggiornamento della seduta, ecc.)
dopo aver dato la parola almeno ad un oratore a favore e ad uno contrario; mette in votazione per alzata
di mano al termine della discussione su ogni singolo argomento all’o.d.g. le varianti, i pareri e le
mozioni eventualmente presentate.
Art. 16 – Pubblicità delle sedute
Le sedute del Consiglio sono pubbliche tranne quando siano in discussione argomenti riservati
concernenti persone.
L’eventuale esclusione del pubblico per la ragione di cui sopra deve essere indicata nell’avviso di
convocazione del Consiglio, e motivata in relazione agli argomenti iscritti all’o.d.g.; essa può applicarsi
all’intera seduta o ad una parte di essa.
Quando la seduta si svolga in presenza del pubblico, il Presidente non consente che si parli di
argomenti concernenti persone.
Il pubblico ammesso ad assistere alla seduta deve mantenersi in silenzio negli spazi ad esso riservati,
non può intervenire nella discussione e deve astenersi da qualsiasi manifestazione dì consenso o di
dissenso.
Art. 17 – Pubblicità degli atti
I verbali e le deliberazioni del Consiglio sono pubblicati, dopo la sua approvazione, mediante affissione
per un periodo di almeno 10 giorni, in apposito albo presso la sede dell’Istituto. Non possono essere
pubblicati all’albo gli atti concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell’interessato. 7
PARTE IV
CRITERI PER LA STIPULA DEI CONTRATTI DI PRESTAZIONE D’OPERA CON
ESPERTI ESTERNI PER L’ARRICCHIMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA
VISTI gli artt. 8 e 9 del D.P.R. 8/3/99, n 275;
VISTO l’art.40 del Decreto Interministeriale n. 44 del 1/2/2001, con il quale viene attribuita alle
istituzioni scolastiche la facoltà di stipulare contratti di prestazione d’opera con esperti
esterni per particolari attività e insegnamenti, al fine di garantire l’arricchimento dell’offerta
formativa;
VISTO l’art. 33, comma 2°, lettera G, del decreto Interministeriale n. 44 del 1/2/2001, che affida al
consiglio di istituto la determinazione dei criteri generali per la stipula dei contratti di
prestazione d’opera per l’arricchimento dell’offerta formativa;
VISTO l’art. 10 del T.U. 16/4/94, n. 297;
Il Consiglio d’Istituto stabilisce di integrare l’art.7 PARTE II del presente Regolamento con i seguenti
articoli.
Art. 18 – Finalità ed ambito di applicazione
Il presente regolamento disciplina le modalità ed i criteri per il conferimento dei contratti di prestazione
d’opera con personale esterno, per tutte le attività o insegnamenti che richiedano specifiche e peculiari
competenze professionali, al fine di sopperire a particolari e motivate esigenze individuate nel P.O.F. o
nel programma annuale.
Art. 19 – Condizioni per la stipula dei contratti
I contratti con i collaboratori esterni possono essere stipulati, ai sensi dell’art.32, comma 4 del D.I. n.
44 del 1/2/2001, soltanto per le prestazioni e per le attività che non possono essere assegnate al
personale dipendente per l’inesistenza di specifiche competenze professionali, per indisponibilità, o
coincidenza di altri impegni di lavoro;
Art. 20 – Pubblicazione degli avvisi di selezione
1. Il Dirigente Scolastico, sulla base del P.O.F. e di quanto deliberato nel programma annuale, udito il
Collegio Docenti, individua le attività e gli insegnamenti per i quali possono essere conferiti contratti
con esperti esterni e ne dà informazione con uno o più avvisi da pubblicare all’albo ufficiale della
scuola e sul proprio sito web.
2. Gli avvisi dovranno indicare modalità e termini per la presentazione delle domande, i titoli che
saranno valutati, la documentazione da produrre, nonché l’elenco dei contratti che si intende stipulare.
Per ciascun contratto dovrà essere specificato:
● l’oggetto della prestazione
● la durata del contratto;
● l’eventuale corrispettivo proposto per la prestazione.
3. Nel caso in cui il contratto sia inferiore a € 2.000,00 il Dirigente potrà derogare rispetto a quanto
previsto dal seguente articolo e procedere mediante trattativa diretta.
Art. 21 – Individuazione dei contraenti
1. I contraenti cui conferire il contratto sono selezionati dalla Giunta Esecutiva mediante valutazione
comparativa.
2. La valutazione viene effettuata sulla base della documentazione presentata da ogni candidato, che
dovrà indicare: 8
• titoli culturali
• esperienze professionali
• pubblicazioni
3. Per la valutazione comparativa il Dirigente farà riferimento ai seguenti criteri, integrabili con altre
voci in casi particolari debitamente motivati:
• 35% – qualità e pertinenza della qualificazione documentata rispetto agli obiettivi del servizio
richiesto
• 30% – precedenti esperienze nell’istituto valutate positivamente
• 35% – minor onere economico a carico dell’istituto
Art. 22 – Determinazione del compenso
1. I compensi lordi orari per le prestazioni previste dai contratti, in caso di attività didattiche o di azioni
formative rivolte al personale, sono determinati nelle misure seguenti:
• Per attività di docenza fino a € 120,00
• Per attività di progettazione e consulenza fino a € 55,00
• Per attività di coordinamento/tutor fino a € 55,00
Nel caso di docenti universitari il compenso è elevato fino ad € 200,00.
Il compenso può inoltre prevedere un rimborso delle spese di trasferta ed eventuale soggiorno.
2. Nel caso di personale esterno all’amministrazione scolastica, in relazione alla specificità della
professionalità ed al tipo di impegno richiesti, la Giunta Esecutiva ha facoltà di derogare dai limiti
indicati per la definizione dei compensi, attenendosi ad una valutazione di economicità nella
comparazione delle offerte ricevute sulla base dei criteri indicati all’art. 21 punto 3.
Art. 23 – Stipula del contratto
1. Nei confronti dei candidati selezionati il Dirigente provvede alla stipula del contratto.
2. Nel contratto devono essere specificati:
• l’oggetto della prestazione;
• i termini di inizio e di conclusione della prestazione;
• il corrispettivo della prestazione; indicato al netto dell’IVA se dovuta, e dei contributi previdenziali e
fiscali a carico dell’amministrazione;
• le modalità di pagamento del corrispettivo;
• le cause che danno luogo alla risoluzione del contratto ai sensi dell’art. 1456 del C.C. e le condizioni
per il ricorso delle parti al recesso unilaterale.
3. I titolari del contratto si assumono l’onere di assolvere a tutti i doveri previsti dalla normativa
vigente.
4. La natura giuridica del rapporto che si instaura con il contratto è quella di rapporto privatistico
qualificato come prestazione d’opera intellettuale. La disciplina che lo regola è stabilita dagli artt.2222
e seguenti del C.C.
5. I contratti disciplinati dal presente regolamento costituiscono prestazioni occasionali, sono
assoggettati al corrispondente regime fiscale e previdenziale, in dipendenza anche della posizione del
contraente, e non danno luogo a diritti in ordine all’accesso nei ruoli della scuola.
6. I contratti di cui al presente regolamento non possono avere durata superiore ad un anno e sono
rinnovabili.
7. E’ istituito presso la segreteria della scuola un registro dei contratti nel quale sono indicati i
nominativi dei professionisti incaricati, l’importo dei compensi corrisposti e l’oggetto dell’incarico. 9
Art. 24 – Autorizzazione per i dipendenti pubblici e comunicazione alla funzione pubblica
1. Ai fini della stipula dei contratti disciplinati dal presente regolamento con i dipendenti della stessa
e/o di altra amministrazione pubblica è richiesta obbligatoriamente la preventiva autorizzazione
dell’amministrazione di appartenenza di cui all’art. 53 del D. L.vo 30/3/2001, n. 165.
2. L’elenco dei contratti stipulati con i soggetti di cui al comma precedente è comunicato annualmente
al dipartimento della funzione pubblica entro i termini previsti dall’art. 53, commi da 12 a 16 del citato
D. L.vo n. 165/2001.
PARTE V
NORME FINALI E TRANSITORIE
Art. 25 – Diffusione del regolamento
Copia del regolamento sarà esposta in bacheca, sarà distribuita all’inizio di ciascun anno scolastico ai
nuovi membri del Consiglio di Istituto.
Art. 26 – Osservanza della normativa vigente
Per quanto non contemplato dal presente regolamento valgono le leggi e le disposizioni ministeriali.
Art. 27 – Entrata in vigore del regolamento
Il presente regolamento, approvato dal Consiglio d’Istituto in data 28/04/09, è entrato in vigore il
giorno successivo all’affissione all’albo della scuola.
Eventuali ulteriori modifiche o integrazioni al regolamento potranno essere apportate dal Consiglio
d’Istituto con voto favorevole della maggioranza dei componenti del Consiglio.
Il presidente del Consiglio di Istituto Comprensivo
Dott.ssa Manuela Rossi

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